Il problema degli avambracci per il Pilota di motociclismo

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La Sindrome Compartimentale dell’avambraccio da sovraccarico funzionale o Arm Pump Syndrome è una patologia muscolo-scheletrico degli avambracci ancora poco conosciuta e studiata in campo medico ma oggettivamente frequente nei piloti di motociclismo. Il manifestarsi della suddetta patologia, oltre ad una predisposizione soggettiva, come afferma Zasa (2014), può essere associato ad un continuo sviluppo tecnologico del mezzo meccanico, in questo caso la moto. Negli ultimi anni il progresso in campo ingegneristico, i sofisticati e potenti mezzi meccanici, la continua e sfrenata ricerca del top della performance e l’aumento del ritmo di gara sempre più esasperato, hanno probabilmente messo in risalto questa problematica agli avambracci.

Un pilota di motociclismo è sottoposto a delle enormi forze, accelerazioni e decelerazioni durante la guida della moto. Uno dei momenti più critici e stressanti a livello neuromuscolare e articolare è senza dubbio la frenata e l’ingresso in curva, con decelerazioni vicine ai 2G e carichi sulla leva del freno anteriore che superano i 10kg di pressione (www.insella.it, 2014): in questo lasso di tempo (più o meno breve) all’atleta vengono richiesti, oltre ad una grande coordinazione oculo manuale e quindi ad una esecuzione del gesto tecnico pressoché  perfetta in termini di spazio-tempo, uno sforzo assolutamente significativo dovuto alla brusca decelerazione, che andrà a gravare maggiormente su spalle, petto, avambracci e polsi. Il tutto ripetuto per centinaia di volte durante una competizione ed unito ad altre componenti di assoluta rilevanza come ad esempio stress, condizioni climatiche, disidratazione, vibrazioni, presa eccessivamente salda sul manubrio ecc., può portare alla comparsa della suddetta patologia: quest’ultima manifestandosi con una sensazione di intorpidimento, rigidità e dolore degli avambracci e delle mani, compromette la prestazione dell’atleta.

Analizzando inoltre la storia dell’evoluzione dell’uomo, possiamo affermare che, questa enorme sollecitazione a livello degli avambracci, è unica nel suo genere e altamente specifica di questo sport. Ne consegue uno scarso utilizzo di quel gruppo muscolare ed una scarsa riproducibilità nella vita quotidiana.

 



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