L’ALLENAMENTO DEL FUTURO PER I PILOTI: IL TRAINING MULTITASKING

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Innanzitutto è fondamentale sottolineare che l’allenamento migliore per ogni pilota sarà sempre quello che si svolge durante le giornate di test sul proprio mezzo ufficiale oppure sui vari piccoli circuiti con altri mezzi e anche caratteristiche differenti.

Questa certezza è legge in qualsiasi sport: il training più efficace risulta essere sempre quello che più assomiglia alle caratteristiche della gara specifica!
L’allenamento Multitasking, può essere considerato sicuramente il miglior allenamento per tutti i piloti, sia durante la fase della pausa invernale che nel periodo delle competizioni: il grande vantaggio è quello di riuscire a migliorare la coordinazione di più azioni nello stesso tempo durante uno stato di fatica fisica.
Tutti gli altri tipi di allenamenti sono sicuramente validi per una preparazione fisica di base, per sopportare le fatiche corporee o anche per poter mostrare una buona immagine estetica sui social. Ma come verrà sottolineato non bastano per fare di un pilota, un bravo pilota: ad una performance ottimale bisognerà sempre sommare contemporaneamente alte capacità coordinative-cognitive! Nello stesso tempo!



Quando i piloti sono in pista devono riuscire ad attivare tutta una serie di azioni in brevissime frazioni di secondo: ad esempio, in prossimità di una staccata devono valutare il giusto spazio di frenata, la migliore traiettoria, la velocità di entrata, la marcia, marcare eventuali entrate avversarie, per poi aprire il gas nel momento più opportuno. Si vedranno anche obbligati a cambiare strategia di gara, a ridurre il consumo di pneumatici e tantissime altre azioni semplice e complesse.
Ecco il motivo per cui tutti gli allenamenti fisici che si vedono eseguire in giro, nel migliore dei casi riescono a soddisfare specifiche qualità motorie, ma sono assolutamente insufficienti. A meno che non si riescono ad abbinare almeno 3-4 uscite settimanali in pista, caratterizzati da bagarre, ingarellamenti, test e prove varie dedicate anche al miglioramento importantissimo della tecnica di guida. Ma non tutti i piloti hanno questa possibilità. E allora ecco che l’allenamento multitasking diventa prioritario e indiscutibile, che semplificando significa allenarsi a gestire durante uno stato di enorme stanchezza numerosi impegni celebrali diversi.
Quello che non tutti sanno è che il cervello si trova costretto a rispondere a due tipi di risposte, uno semplice, quasi automatico e involontario come risposta ad uno stimolo visivo: ad esempio quando in prossimità di una curva un avversario mi sta superando perché si trova in anticipo nell’entrata, la risposta visiva allo stimolo mi porterà automaticamente a scostarmi immediatamente per evitare l’impatto; oppure, se mi trovo improvvisamente costretto ad una frenata di emergenza dovrò riuscire a farlo in modo reattivo ma preciso per evitare in qualche modo di interrompere la gara.



L’altro tipo di impegno è più complesso, viene denominato cognitivo perché prevede una elaborazione, un ragionamento: ad esempio quando bisognerà attivarsi per un sorpasso o quando bisognerà anticipare una staccata o ancor più quando mi troverò costretto a variare la mia strategia di gara dopo una pessima partenza. Questi tipi di impegni dovrebbero realizzarsi in tempi rapidissimi, nel migliore dei modi e durante uno stato di fatica fisica e psicologica elevata.

Il multitasking diventa quindi fondamentale per il pilota, perché si abituerà a gestire durante la fatica fisica numerosi processi mentali di vario genere.



Per far questo, durante specifici sforzi fisici si potranno utilizzare vari sistemi: il Brain HQ (molto valido), il Tais test, illuminazioni intermittenti, anche la play station, sino ad arrivare a tutta una serie di esercizi con piccoli attrezzi: la regola fondamentale è che il cuore dovrà trovarsi ad una frequenza minima di 130-140 bpm e che il lattato ematico sia andato incontro ad un incremento delle sue millimoli.
Concludendo. Allenare solo il fisico non è ormai più sufficiente: bisognerà contemporaneamente esercitare fisico e Sistema Nervoso, anche una sola volta a settimana per un’ora e mezza, e per un periodo minimo di tre mesi potranno bastare per veder calare i propri tempi su tutti i circuiti ormai bloccati da anni e anni!



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