L’importanza delle vibrazioni per il Pilota

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Un aspetto importante riguarda il fenomeno vibratorio.

La gran parte dei mezzi di trasporto che utilizziamo quotidianamente generano un certo tipo di vibrazioni: metropolitana, autobus, automobile, scooter e moto ecc. La vibrazione è quindi un particolare stimolo al quale l’essere umano è sottoposto ogni giorno. A tal proposito possiamo classificare le vibrazioni in due gruppi: non controllate/casuali e controllate. Il fenomeno delle vibrazioni è caratterizzato da tre parametri:

·       L’ampiezza dell’oscillazione, misurata in millimetri

·       La frequenza, misurata in Hz

·       L’accelerazione, misurata in g (9,81 m/sec )

Negli sport motoristici, soprattutto nel motociclismo, le vibrazioni, generate dal motore e dallo scorrimento delle componenti meccaniche, sono sempre presenti dal momento in cui il pilota sale in moto. Già nel lontano 1986 (Yokomori et al.) effettuavano uno studio per rilevare le vibrazioni trasmesse ai manubri di alcuni scooter in ordine di marcia, scoprendo che erano presenti vibrazioni a partire dai 20 Hz. Un altro studio (Yokomori et al., 1981) effettuato su scooter, dimostra come le vibrazioni rilevate possono avere effetti dannosi: in particolare sono state rilevate vibrazioni da 6 a 200 Hz. I livelli di frequenza compresi tra i 6-20 Hz e tra 50-100Hz sono stati identificati come potenzialmente pericolosi per l’uomo. Inoltre sono risultate inefficaci le manopole in gomma come possibili strumenti smorzanti le vibrazioni comprese tra i 125-200Hz.

Interessante quindi risulta essere uno studio dal quale si evince che le vibrazioni, la pressione sulle mani e sulle braccia del pilota, la durata dello sforzo e il tono muscolare, possono  influenzare e compromettere la guida della motocicletta. Inoltre si osserva come durante esame elettromiografico l’attività elettrica di alcuni muscoli, aumenti all’aumentare della velocità del motociclo  (Yokomori et al., 1989).

Passando ad esaminare più da vicino uno studio condotto in Giappone, troviamo alcuni dati riguardanti la valutazione dell’esposizione del complesso mano-braccio tra i motociclisti della polizia stradale giapponese. Sono stati presi in analisi 119 poliziotti ai quali sono stati fatti compilare alcuni questionari; inoltre sono state registrate, tramite apposite apparecchiature, le vibrazioni che si ripercuotevano sul manubrio e sulle mani.  I risultati dei questionari hanno dato risultati  interessanti: circa il 4.2% aveva problemi di dito pallido (probabilmente per scarso afflusso sanguigno), il 19.3% aveva problemi di intorpidimenti delle dita, il 16% di rigidità alle dita, il 13.4% di dolori alle spalle, il 45.4% di rigidità alle spalle (Mirbod SM et al., 1997). 

Possiamo dunque affermare con molta probabilità, che questo tipo di stimolo vibratorio, rilevato sulla moto, non essendo ne controllabile ne gestibile nei suoi diversi parametri, rientri nel grande gruppo delle vibrazioni casuali/random insieme a quelle generate da altri fattori come precedentemente descritto (mezzi di trasporto, lavori manuali ecc.).

Di tutt’altra natura sono invece le vibrazioni controllate. Nel campo delle scienze motorie vengono spesso sottovalutate o non utilizzate, non pensando agli enormi benefici che potrebbero comportare a livello neuromuscolare. Per vibrazioni controllabili intendiamo sollecitazioni di tipo meccanico ad oscillazioni verticali sinusoidali ripetute ritmicamente e costantemente nel tempo, con i parametri fondamentali modificabili in qualsiasi momento. Da non confondere quindi con l’elettrostimolazione, la quale pur essendo utile in situazioni di immobilizzazione per evitare atrofia muscolare, non comprende l’intervento del SNC e di conseguenza tutte le risposte propriocettive e la sollecitazione dei processi ormonali (Bosco, 2002).

Ci sono diversi studi che dimostrano i molteplici effetti benefici dello stimolo vibratorio controllato, indotto attraverso pedane, bilancieri, manubri, cavi e vibromassaggiatori. L’allenamento del pilota quindi, sia di automobilismo che motociclismo, deve prevedere l’esecuzione di esercizi specifici utilizzando pedane vibranti. L’intento è quello di creare una certa tolleranza e confidenza con lo stimolo vibratorio, ma soprattutto quello di incrementare le capacità condizionali del pilota. Inoltre miglioramenti evidenti sono stati riscontrati: a livello della circolazione periferica e microcircolo, con miglioramento della circolazione sanguigna e ossigenazione dei tessuti; incremento della forza e della produzione ormonale; incremento dell’elasticità  e flessibilità muscolare.                  

 



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